furcht kawai

Enzo Messina

Digitale

All'età di 8 anni si avvicina allo studio della chitarra grazie al padre Elio Messina. Poco dopo si appassiona al pianoforte e intraprende gli studi classici con Adalberto Tonini e qualche anno più tardi frequenta i "Civici corsi di Jazz" a Milano dove comincia a collaborare con vari musicisti. Nel 1991, giovanissimo, intraprende la sua carriera di musicista professionista, facendo esperienza con svariate band. Nel 1996 entra a far parte di un trio dalle influenze Blues e Funk insieme a Andy Surdi e Stefano Cerri. Per due anni suona nella band di Aida Cooper e nel 1998 partecipa come pianista al tour di Annalisa Minetti, quell'anno vincitrice del Festival di Sanremo. Subito dopo entra a far parte degli Statobrado, gruppo musicalerock vincitore nel 2000 del Sanremo Rock Festival[1]. Con questa formazione, nel 2001, è sul palco di Francesco Renga, con il quale tutt'ora collabora nella produzione live. Nello stesso anno fonda i "Quarto" insieme a Daniele Moretto (tromba), Leif Searcy (batteria) e a Leandro Misuriello (basso elettrico), seguito da Silvio Verdi e Paolo Costa. Nel 2003 partecipa al tour mondiale di Terence Trent D'arby  Sananda Maitreya. Negli anni successivi collabora con Irene Fornaciari e con Zucchero . Nel 2007 intraprende la strada dell'arrangiamento, producendo lavori di artisti come Folco Orselli , Simone Tomassini  e molti altri. Ha prodotto due dischi come solista in collaborazione con l'amico e musicista Daniele Moretto, MessinaMoretto e MessinaMoretto D.N.C. Nel 2016 ha accompagnato il tour teatrale di Gino e Michele come musicista e compositore. Nel 2017 entra a far parte della band del bluesman Big Daddy Wilson. Nel 2018 partecipa al Tour di Nek Pezzali e Renga.

Contatti

Qualcosa su Kawai


Sono orgoglioso di far parte della famiglia Kawai.
Un marchio al quale mi sento legato particolarmente. Nel locale dove ho suonato per metà della mia vita c’era un Kawai mezza coda, quel piano ne ha viste di tutti i colori, dal trio al blues fino al rock da pugni sui tasti, mai una piega. Per quanto riguarda gli stage piano stessa cosa. Ricordo la prima volta con MP9000 anni fa, rimasi folgorato dalla sua efficacia sonora e dalla tastiera imbattibile, sembrava di mettere le mani su un pianoforte. Ora, a tutto questo, si aggiunge  una grande versatilità, campionamenti attuali, profondità di editing e funzioni master da fare invidia a molte “mute” in circolazione. Grazie a Kawai per il supporto e la serietà!

Enzo Messina